2° dovere - Selezionare
28 Ottobre 2007 di GG
Leggere è un’attività che richiede molto tempo, spesso trafugato negli interstizi dei nostri doveri quotidiani. E’ necessario dunque offrire al tempo della lettura una certa qualità della materia prima: il libro da leggere. Quando entriamo in una libreria possiamo distinguere con poca fatica i libri “da consumo” dai libri “da leggere”. I primi si riconoscono perché trainati da qualcos’altro che sta da qualche altra parte: le barzellette di Totti, i sedani della Litizzetto, le elucubrazioni di Volo, e così via…
I libri da consumo nascono perché un editore o l’agente del personaggio di turno (spesso televisivo) ritengono di poterne sfruttare commercialmente la popolarità. A questi libri il lettore intelligente nemmeno si avvicina e non certo per una forma di snobismo, ma perché quasi mai raccontano qualcosa di più di quanto già ci abbia potuto dire il personaggio in altra sede: pagheremmo, in denaro e tempo perso, per una ridondanza di informazione. Tra i libri “da leggere” ci sono quelli “che trainano” e quelli “che vanno a traino”. Dopo Il nome della rosa di Umberto Eco sono fioccati in letteratura i monaci investigatori in salsa medievale (si pensi, ad esempio, ai libri di Candace Robb editi da Piemme): si tratta di libri scritti strategicamente al fine di raccogliere la schiera di estimatori rimasti orfani dopo la lettura del libro da cui traggono idee e contesto. Ebbene, il lettore intelligente evita strenuamente tali epigoni portando la sua attenzione esclusivamente sui libri “che trainano”, i quali possono essere anch’essi suddivisi in due famiglie: libri “vecchi” e libri “nuovi”. Possiamo solo pensare, a questo punto, ad un termine temporale che, unica misura del lavorìo di una ipotetica legge di selezione naturale, ci permetta di raccogliere dallo scaffale il libro da adottare; ritengo a tal proposito che il lettore intelligente debba rifuggire quei libri che non abbiano almeno 10 anni di ristampe/edizioni sulle spalle. Al di là di questo, e sopra ogni regola, non può che vigere alla fine il gusto e la sensibilità personali; tutto sommato, su questo blog non si vogliono impartire lezioni su che cosa leggere, ma soltanto dare consigli su come leggere.